Immigrazione Percorsi di Regolarità in Italia


NORMATIVA E PROCEDURE Aspetti generali relativi alle procedure d’ingresso



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NORMATIVA E PROCEDURE



Aspetti generali relativi alle procedure d’ingresso

Chi ottiene il riconoscimento dello status di

rifugiato non può, per nessun motivo, fare rien-

tro nel proprio Paese di appartenenza, nel qual

caso  gli  potrà  essere  revocato  il  riconosci-

mento;  questo  provvedimento  è  applicabile

anche nell’ipotesi in cui venga fatta richiesta di

passaporto presso le rappresentanze diploma-

tiche del proprio Paese in Italia.

Un ultimo aspetto riguarda il conferimento

del contributo di prima assistenza, attribuibile

ai soli rifugiati indigenti per i quali non è stato

possibile accedere ai centri finanziati dal Fondo

Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’Asilo.

Di fatto, i richiedenti che abbiano ottenuto il ri-

conoscimento dello status di rifugiato, con de-

cisione  della  Commissione  territoriale  per  il

riconoscimento della protezione internazionale,

possono ottenere un cosiddetto “contributo di

prima assistenza”, volto al sostentamento per-

sonale, al sostegno allo studio e all’integrazione

all’attività lavorativa, nonché alla salute e alle

cure mediche.

Le  condizioni  di  ammissione  per  i  minori

stranieri. Nei confronti dei minori stranieri val-

gono tutte le garanzie previste dalla Conven-

zione di New York del 20 novembre 1989 sui

diritti del fanciullo, ratificata e resa esecutiva in

Italia con la legge del 27 maggio 1991, n. 176.

L’Italia ha anche provveduto a ratificare e ren-

dere esecutiva, con la legge del 20 marzo 2003,

n. 77, la Convenzione europea sull’esercizio dei

diritti del fanciullo di Strasburgo del 25 gennaio

1996. L’organo competente a vigilare sulle mo-

dalità di soggiorno dei minori stranieri tempo-

raneamente ammessi sul territorio nazionale,

nonché a coordinare le attività delle amministra-

zioni coinvolte, è il “Comitato per i minori stra-

nieri”, un organo interministeriale presieduto dal

rappresentante del Ministero del Lavoro.

Per quanto concerne le condizioni di am-

missione  dei  minori  stranieri  bisogna  distin-

guere  fra  minori  accompagnati  e  non

accompagnati. Nel primo caso si tratta di minori

affidati a parenti entro il terzo grado (regolar-

mente  soggiornanti),  attraverso  un  provvedi-

mento formale. Nel secondo caso si tratta di

minori che si trovano in Italia senza i genitori o

altre  persone  adulte  legalmente  responsabili

della loro rappresentanza o assistenza.

Ai minori stranieri presenti in Italia sono ri-

conosciuti il diritto all’istruzione, il diritto all’as-

sistenza sanitaria e a tutte le tutele applicate ai

minori italiani in materia di lavoro (fra cui l’am-

missione al lavoro solo dopo il compimento del

sedicesimo anno di età e dopo aver adempiuto

gli obblighi scolastici). Inoltre, ai minori stranieri

non accompagnati vengono concesse anche

particolari misure giuridiche di protezione e as-

sistenza, fra cui l’accoglienza in luogo sicuro, la

non  espulsione,  il  diritto  ad  un  permesso  di

soggiorno per minore età e la possibilità di tu-

tela e affidamento.

Un’analisi particolare merita il caso dei mi-

nori  stranieri  non  accompagnati  richiedenti

asilo, nei cui confronti vale quanto stabilito dalla

direttiva del Ministero dell’Interno del 7 dicem-

bre 2006. Secondo tale direttiva, che peraltro

richiama le norme vigenti in materia nell’ordina-

mento italiano, fra cui la legge del 28 febbraio

1990, n. 39, e il D.P.R. del 16 settembre 2004,

n.  303,  i  minori  stranieri  non  accompagnati

hanno «il diritto di ricevere tutte le informazioni

pertinenti circa la facoltà di richiedere asilo e le

conseguenze che vi sono connesse a norma

della vigente legislazione, oltre al diritto di espri-

mere al riguardo la propria opinione». Viene for-

nita,  a  tal  fine,  l’assistenza  di  un  mediatore

culturale o di un interprete.

La richiesta d’asilo da parte del minore non

accompagnato, una volta portata a conoscenza

del  Tribunale  per  i  minorenni  territorialmente

competente, deve essere confermata da un tu-

tore nominato dal Giudice tutelare. Nell’attesa,

non potendo ancora usufruire di assistenza e

protezione dei servizi del Sistema di protezione

per richiedenti asilo e rifugiati, il minore viene

ospitato ed assistito dai servizi sociali del Co-

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NORMATIVA E PROCEDURE



Aspetti generali relativi alle procedure d’ingresso

mune in cui si trova al momento della segnala-

zione (anche attraverso l’impiego, in regime di

convenzione, di strutture appartenenti e/o ge-

stite dal cosiddetto “terzo settore”). Gli stessi

Comuni, peraltro, hanno il dovere di segnalare

immediatamente il minore al Servizio centrale

del Sistema di protezione per richiedenti asilo e

rifugiati, al fine di poter attingere alle tutele pre-

viste  dal  medesimo  Sistema  e  finanziate  dal

Fondo nazionale per le politiche e i servizi di

asilo.

La procedura della presentazione della do-



manda di asilo, riguardante i minori stranieri non

accompagnati, viene garantita dagli Uffici di Po-

lizia di Frontiera, dagli Uffici Interforze dei Centri

di accoglienza e dalle Questure, in collabora-

zione con l’Alto Commissariato delle Nazioni

Unite per i Rifugiati e gli altri organismi che ope-

rano nel campo della protezione dei richiedenti

asilo.


Chiarite le condizioni di ammissione relative

ai rifugiati e richiedenti asilo e ai minori stranieri,

restano da illustrare quelle relative ai richiedenti

il permesso di soggiorno per altri motivi. Posto

che verrà dedicato un paragrafo apposito al-

l’accesso al mercato del lavoro, ci sofferme-

remo  in  questa  sezione  unicamente  sulle

condizioni di ammissione relative alla richiesta

di permesso di soggiorno per ricongiungimento

familiare, per motivi di studio e per soggiorno

di lungo periodo.

Le condizioni di ammissione nel caso di ri-

congiungimento familiare. Al fine di favorire le

aspettative di coesione e unità familiare degli

stranieri soggiornanti in Italia, l’ordinamento vi-

gente prevede che i cittadini stranieri titolari di

permesso di soggiorno con durata non inferiore

ad un anno, rilasciato per motivi di lavoro (su-

bordinato od autonomo), per asilo, per studio,

per motivi religiosi, per protezione sussidiaria,

oppure titolari di permesso di soggiorno CE per

soggiornanti di lungo periodo, possono essere

raggiunti dai familiari più stretti. Si tratta in par-

ticolare:  del  coniuge,  purché  maggiorenne  e

non separato legalmente; dei figli minori non

coniugati e di quelli maggiorenni ancora a ca-

rico, a condizione che non possano provvedere

autonomamente alle proprie esigenze di vita a

motivo del loro stato di salute; nonché dei ge-

nitori a carico, purché non vi siano altri figli nel

Paese di provenienza in grado di provvedere al

loro fabbisogno. Competente a ricevere la do-

manda e a convocare i richiedenti, al fine di ve-

rificare la documentazione necessaria e curare

il disbrigo delle pratiche relative alle procedure,

è il cosiddetto “Sportello Unico per l’immigra-

zione”,  istituito,  in  base  all’articolo  18  della

legge  n.  189  del  30  luglio  2002,  presso  ogni

Prefettura  -  Ufficio  territoriale  del  governo

(UTG).


Oltre  alle  caratteristiche  sovraesposte,  le

condizioni di ammissione dello straniero per ri-

congiungimento familiare sono legate a due fat-

tori: la disponibilità di alloggio del richiedente e

il possesso di un reddito minimo. Per quanto ri-

guarda l’alloggio, è necessario produrre un cer-

tificato che attesti come l’abitazione che dovrà

ospitare  i  familiari  ricongiunti  sia  idonea  dal

punto di vista igienico-sanitario e rientri nei pa-

rametri minimi previsti dalle leggi regionali per

gli alloggi di edilizia residenziale. Relativamente

al secondo fattore, invece, il richiedente dovrà

dimostrare di disporre di un reddito annuo, de-

rivante da fonti lecite, non inferiore all’importo

annuo  dell’assegno  sociale  aumentato  della

metà dell’importo per ogni familiare che si deve

ricongiungere. In ogni caso, qualora il richie-

dente  non  disponga  di  un  adeguato  reddito

personale, potranno valere i redditi posseduti

dai familiari conviventi.

Una volta verificate le condizioni richieste,

lo  Sportello  Unico  per  l’immigrazione  avrà  il

compito di rilasciare, entro 180 giorni dalla ri-

cezione della richiesta, o il nullaosta al ricon-

giungimento  o  un  provvedimento  di  diniego.

Giunto in Italia, il familiare ricongiunto dovrà re-

carsi con il nulla osta, entro otto giorni, presso

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NORMATIVA E PROCEDURE



Aspetti generali relativi alle procedure d’ingresso

lo Sportello Unico, al fine di attivare la relativa

richiesta del permesso di soggiorno. Infine, il fa-

miliare ricongiunto dovrà recarsi presso un Uf-

ficio Postale abilitato da dove potrà inoltrare la

richiesta di permesso di soggiorno rilasciatagli

dallo Sportello Unico. Una volta ottenuto il per-

messo  di  soggiorno,  il  familiare  ricongiunto

potrà svolgere un lavoro (subordinato o auto-

nomo), iscriversi a un corso di studi e accedere

alle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario

Nazionale.

La procedura appena descritta vale anche

per  i  familiari  al  seguito  al  momento  dell’in-

gresso in Italia, qualora il richiedente sia titolare

di visto di ingresso per lavoro subordinato, col-

legato a un contratto di durata non inferiore ad

un anno, o per lavoro autonomo non occasio-

nale, oppure per motivi di studio o religiosi. In-

fine, per i familiari stranieri di cittadini italiani o

comunitari, non è necessario richiedere il nulla

osta allo Sportello Unico bensì il semplice visto

presso l’Ambasciata.

Le condizioni di ammissione nel caso di ri-

chieste di soggiorno per motivi di studio. L’ac-

cesso all’istruzione va trattato, distintamente,

a seconda che si tratti di cittadini stranieri già

residenti in Italia o di persone che vengono ap-

positamente dall’estero.

In linea generale, gli stessi diritti e doveri

previsti per i cittadini italiani in materia di istru-

zione, vengono estesi anche ai cittadini stra-

nieri  residenti.  Possono  accedere  al  diritto

all’istruzione tutti i minori stranieri già presenti

in Italia. Inoltre, in quanto minori, gli stessi sog-

giacciono all’obbligo scolastico nelle mede-

sime forme e negli stessi modi previsti per i

minori italiani. Qualora i minori stranieri risul-

tino privi di documentazione anagrafica o in

possesso di documentazione incompleta o ir-

regolare, sarà compito dei genitori o dei tutori

dichiarare, sotto la propria responsabilità, i dati

anagrafici.  Possono  accedere  al  diritto  al-

l’istruzione anche tutti i cittadini stranieri mag-

giorenni già presenti regolarmente in Italia, an-

zitutto  con  l’apprendimento  della  lingua  ita-

liana,  attraverso  corsi  di  alfabetizzazione

articolati su vari livelli. Oltre a ciò, è possibile

frequentare  dei  corsi  per  il  conseguimento

della  licenza  media  o  del  diploma  di  scuola

media superiore.

L’ordinamento vigente, inoltre, offre la pos-

sibilità di frequentare in Italia dei corsi superiori

o d’istruzione tecnico-professionale ai cittadini

stranieri residenti all’estero. In questo caso è

possibile richiedere il visto d’ingresso per mo-

tivi di studio presso l’Ambasciata o le autorità

consolari italiane presenti nel Paese di appar-

tenenza. Peraltro, chi è in possesso di un per-

messo di soggiorno per motivi di studio può

anche svolgere un’attività lavorativa di tipo su-

bordinato, per un tempo non superiore alle 20

ore settimanali, a condizione che un’apposita

autorizzazione gli venga rilasciata da parte del-

l’istituzione scolastica e siano in ogni caso ri-

spettate le limitazioni poste dalla normativa in

materia di lavoro minorile.

Riguardo al soggiorno per motivi di studio,

una  considerazione  particolare  va  fatta  per

quanto attiene alla frequenza dei corsi di stu-

dio universitari. Entro la fine dell’anno solare,

le università italiane sono tenute a stabilire il

numero massimo dei posti da destinare all’im-

matricolazione  degli  studenti  stranieri  per

l’anno accademico successivo. L’ammissione

degli studenti stranieri è vincolata al rilascio

delle dichiarazioni sulla validità locale dei titoli

di studio conseguiti nel Paese di appartenenza

e di queste dichiarazioni si fanno carico le au-

torità diplomatiche o consolari italiane compe-

tenti.  Le  stesse  autorità,  peraltro,  hanno  il

compito di rilasciare il visto d’ingresso per mo-

tivi di studio, attraverso cui è possibile otte-

nere il relativo permesso di soggiorno. Per gli

stranieri già presenti regolarmente in Italia è

possibile accedere ai corsi universitari a parità

di condizioni con gli studenti italiani.



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NORMATIVA E PROCEDURE



Aspetti generali relativi alle procedure d’ingresso

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NORMATIVA E PROCEDURE

Le condizioni di ammissione nel caso di ri-

chieste di permesso di soggiorno CE per sog-

giornanti di lungo periodo. Sono ammessi a tale

possibilità i titolari di un permesso di soggiorno

di lunga durata e soggiornanti regolarmente in

Italia da almeno 5 anni, purché dispongano di

un reddito minimo pari all’importo annuo del-

l’assegno sociale. Gli importi variano a seconda

della composizione del nucleo familiare. Inoltre,

la tipologia di familiari per i quali è possibile ri-

chiedere il permesso di soggiorno CE per sog-

giornanti  di  lungo  periodo  è  la  stessa  per  la

quale  è  possibile  domandare  il  ricongiungi-

mento familiare.

Questo particolare tipo di permesso di sog-

giorno, sempre che sussistano le condizioni so-

vraesposte,  è  a  tempo  indeterminato  e  con-

sente  di  circolare  all’interno  dell’UE  senza

l’obbligo del visto, oltre che di svolgere attività

lavorativa e usufruire dei servizi e delle presta-

zioni erogate dalla pubblica amministrazione.

Dall’8  gennaio  2007  il  permesso  di  sog-

giorno CE per soggiornanti di lungo periodo ha

sostituito il documento analogo, introdotto dalla

legge  40/1998,  denominato  “Carta  di  sog-

giorno”. Come si è visto, la legge n. 94 del 15

luglio 2009 ha introdotto un apposito esame di

lingua italiana per chi presenta richiesta di per-

messo  di  soggiorno  CE  per  soggiornanti  di

lungo periodo.



Aspetti generali relativi alle procedure d’ingresso

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NORMATIVA E PROCEDURE



   

 

 

L’ordinamento italiano

disciplina

l’accesso  al  mercato  del  lavoro  dei  cittadini

stranieri, con differenziazioni che tengono conto

del Paese di provenienza dei lavoratori (comu-

nitario o non comunitario), del particolare status

(richiedente asilo o meno), del tipo di lavoro (au-

tonomo, subordinato, collegato a progetti spe-

ciali,  ecc.),  della  residenza  al  momento  della

stipula del contratto (lavoratori stranieri residenti

all’estero o già soggiornanti in Italia) e dei flussi

di ingresso stabiliti annualmente dal Governo

con apposito decreto.

L’accesso al mercato del lavoro da parte dei

richiedenti asilo. Data l’assenza di una legge or-

ganica sul diritto d’asilo, alla quale si è posto ri-

medio  con  il  recepimento  delle  Direttive

comunitarie  e  altre  disposizioni  nazionali  di

completamento,  l’ordinamento  italiano,  per

quanto concerne l’accesso al mercato del la-

voro da parte dei richiedenti asilo e rifugiati, fa

riferimento a quanto contenuto nel decreto le-

gislativo del 19 novembre 2007, n. 251. Il de-

creto, le cui norme sono entrate in vigore il 19

gennaio 


2008, 

recepisce 

la 

Direttiva



2004/83/CE del 29 aprile 2004, recante norme

minime sull’attribuzione, a cittadini di Paesi terzi

o apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona

altrimenti bisognosa di protezione internazio-

nale, nonché norme minime sul contenuto della

protezione riconosciuta.

In particolare, al capo V del suddetto decreto,

intitolato “Contenuto della protezione interna-

zionale”,  l’art.  25  (“accesso  all’occupazione”)

stabilisce  che  gli  stranieri  riconosciuti  titolari

dello status di rifugiato e dello status di protezione

sussidiaria «hanno diritto di godere del medesimo

trattamento previsto per il cittadino italiano in

materia di lavoro subordinato, lavoro autonomo,

per l’iscrizione agli albi professionali, per la for-

mazione professionale e per il tirocinio sul luogo

di lavoro». Inoltre, sempre all’articolo 25, secondo

comma, si riconosce ai titolari dello status di ri-

fugiato «l’accesso al pubblico impiego, con le

modalità previste per i cittadini dell’Unione Eu-

ropea».

Lo stesso decreto legislativo, al comma 2



dell’articolo 23, consente l’accesso al lavoro ai

titolari dello status di protezione sussidiaria, cui

viene rilasciato «un permesso di soggiorno […]

con validità triennale rinnovabile previa verifica

della permanenza delle condizioni che hanno

consentito il riconoscimento della protezione

sussidiaria».

Il dibattito parlamentare più recente, in par-

ticolare in seno alla III e alla XIV Commissione

permanente del Senato, ha preso in esame la

possibilità di rafforzare maggiormente le tutele

nei confronti dei richiedenti asilo, prevedendo

in particolare la possibilità di «accedere all’oc-

cupazione dopo al massimo sei mesi a decor-

rere  dalla  presentazione  della  domanda  di

protezione internazionale». Per facilitare le con-

dizioni nazionali di accesso al mercato del la-

voro,  le  quali  «non  dovranno  limitare

indebitamente l’ingresso dei richiedenti asilo in

quel  mercato»,  tale  proposta  ha  poi  trovato

un’applicazione  normativa,  nella  convinzione

Accesso al mercato del lavoro



che  «un  accesso  agevolato  all’occupazione

possa  evitare  l’esclusione  sociale  del  richie-

dente asilo dalla società che lo accoglie, favo-

rendone quindi l’integrazione».

L’accesso al lavoro subordinato di cittadini

stranieri (non comunitari) residenti all’estero. Per

gli stranieri non richiedenti lo status di rifugiato,

che domandano di poter accedere al mercato

di lavoro italiano, valgono le norme previste dal

“Testo Unico delle disposizioni concernenti la

disciplina dell’immigrazione e norme sulla con-

dizione dello straniero”, di cui al decreto legi-

slativo del 25 luglio 1998, n. 286, tenuto conto

delle modifiche apportate dalla legge del 30 lu-

glio 2002, n. 189.

La legislazione individua i criteri generali per

la definizione dei flussi di ingresso nel territorio

italiano e rinvia alle valutazioni annuali, attra-

verso un decreto del Presidente del Consiglio

dei Ministri (cosiddetto “decreto-flussi”), la de-

terminazione dell’entità massima degli stessi. 

In caso di mancata pubblicazione del de-

creto di programmazione annuale, il Presidente

del Consiglio dei Ministri può provvedere in via

transitoria, con proprio decreto, nel limite delle

quote  stabilite  per  l’anno  precedente  (art.  3,

comma 4 del T.U.I.).

Per pianificare i flussi migratori in ingresso in

Italia nel corso di 3 anni, il Testo Unico sull’immi-

grazione rinvia ad un apposito Documento Pro-

grammatico di emanazione governativa.

Per  quanto  concerne  l’assunzione  dal-

l’estero di non comunitari come lavoratori su-

bordinati a tempo determinato, indeterminato o

a  carattere  stagionale,  la  procedura  prevede

che il datore di lavoro, nell’ambito delle quote

previste dall’apposito “decreto-flussi”, debba

recarsi presso lo Sportello Unico per l’Immigra-

zione istituito presso la Prefettura della Provin-

cia  ove  dovrebbe  aver  luogo  la  prestazione

lavorativa. Lo stesso datore di lavoro, nel caso

in cui conosca il lavoratore da assumere, effet-

tua una richiesta nominativa di “nulla osta” al

lavoro, accompagnando la stessa con la docu-

mentazione attestante l’esistenza di idonea si-

stemazione  alloggiativa  per  il  lavoratore  e  la

relativa proposta di contratto di soggiorno.

Negli anni scorsi, il Ministero dell’Interno,

tramite il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Im-

migrazione, ha messo a punto una procedura

che permette al datore di lavoro di inviare tele-

maticamente le richieste di “nulla osta” in or-

dine ad alcune tipologie contrattuali.

Effettuate le verifiche previste dalla norma-

tiva circa la sussistenza dei requisiti richiesti (in

collaborazione con la Questura e la Direzione

provinciale  del  lavoro),  lo  Sportello  Unico,  in

caso di parere favorevole, rilascia il nulla osta al

datore di lavoro e trasmette per via telematica

la  documentazione  agli  uffici  consolari  del

Paese di residenza del lavoratore. Quest’ultimo

avrà 6 mesi di tempo per richiedere il visto d’in-

gresso e, una volta giunto in Italia, dovrà pre-

sentarsi  entro  8  giorni  allo  Sportello  Unico

competente per ritirare il codice fiscale, sotto-

scrivere il contratto di soggiorno e compilare il

relativo modulo per la presentazione della do-

manda di permesso di soggiorno per motivi di

lavoro. Tale modulo, la cui compilazione potrà

essere effettuata – laddove possibile – con l’as-

sistenza gratuita dei Patronati, andrà poi spe-

dito  attraverso  gli  uffici  postali  in  cui  sia

operativo il cosiddetto “Sportello Amico” alla

Questura o ad essa consegnato. La Questura,

dopo aver effettuato i rilievi foto-dattiloscopici,

provvederà successivamente alla consegna del

permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Inoltre, nel giugno 2012, è stato pubblicato

il  decreto  legge  di  attuazione  della  Direttiva

2009/50/CE del Consiglio, del 25 maggio 2009,

sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cit-

tadini di Paesi terzi che intendano svolgere la-

vori altamente qualificati (Decreto legislativo 28

giugno 2012 , n. 108).

È infine appena il caso di segnalare come,

dal punto di vista previdenziale e assicurativo,

il lavoratore straniero in regime di lavoro subor-



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