Religione universale naturale



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FINE




1 l’autore ha scritto l’opera “con uno stile incolto e in certi punti così spigoloso da risultare insopportabile” (Stanislas de Guaita). Le parole dio, dea, dei, natura e alcune altre le ho tradotte con la maiuscola. Ho anche corretto qualche errore dell’autore (nozionistico e sintattico), cancellato i suoi desueti riferimenti bibliografici e inserito delle note. L’indice, sconnesso e inorganico nel testo originale, è stato rifatto e messo tra parentesi quadre. I brani biblici e di autori classici e non classici – salvo quando, raramente, non li ho espunti per rendere più agevole il testo - li ho tradotti dalla prosa di Aucler stesso. Ogni suggerimento dei lettori sarà gradito.

2 Originario di Argenton-sur-Creuse, l’antica città gallo-romana di Argentomagus, piccola località del dipartimento di Indre, nel Berry, nella Francia centrale. “Non dirò nulla di me stesso, non faccio altro che trasmettervi i riti che vi spettano e che vi sono stati tramandati. Chiunque io sia, quale che sia la mia missione – e voi sapete che alcuni uomini nascono dalla carne, dal sangue e dalla volontà dell’uomo e altri invece dalla volontà di Dio – a voi non deve importare.” (…) “Io appartengo ad una delle famiglie più oneste di questo paese che gode di un rispetto mai messo in discussione. Ho rivestito diverse magistrature con onore; da più di vent’anni esercito una professione onorata a beneficio dei miei concittadini; non sono il tipo da impormi sugli altri; posso provarvi che gli Dei si manifestano agli uomini, che assumono un corpo per potersi mostrare; che Pallade mi ha fatto vedere l’aspetto del Palladio, e che nella mia vita non mi è mai accaduto nulla d’importante che non sia stato avvertito prima da certi movimenti, da certi suoni articolati, da certi sogni; e se mai mi dovesse accadere qualcosa di cui non sono stato messo a conoscenza in anticipo, significa o che son giunto al termine del mio percorso o che gli Dei mi hanno abbandonato. Che questa sventura non giunga mai!” (p. 111 e 114 del presente testo).

3 L’ascesa dell’imperatore Giuliano cominciò, infatti, proprio nella città di Parigi, nel 362 d.C.!

4 I brani di Maimonide li abbiamo tratti da Le Guide des Egarés, edizione francese a cura di S. Munk, Franck Libraire, p. 219 e ss., Paris 1866

5 si tratta certamente di una fanfaronata anche se di Aucler non si sa praticamente nulla, se si eccettua il suo evidente martinismo. Il re dei Franchi Clodoveo nel 496 d.c. da pagano si fece cattolico (ma non senza molte resistenze), sobillato a ciò dalla moglie, la cristiana Clotilde, e dal clero cattolico. Il Vescovo di Parigi, S. Remigio, fece udire a Clodoveo queste parole, formula di tutto il nuovo ordine che stava per sorgere: "Abbassa il capo, condottiero; adora quel che bruciasti e brucia quel che adorasti!". Clodoveo, che fu il fondatore della dinastia dei re di Francia fu anche colui che sconfisse l’ultima resistenza gallo-romana, ben dopo la caduta dell’Impero nel 476

6 p.347-48 dell’edizione originale

7 Ma circolante in maniera clandestina anche su internet. Il documento raccoglie le impressione dell’autore su aspetti della vita di Renè Guénon. Il passo citato è quello di cui alla nota 88 di questo libro.
8 Ma quale culto degli Dei! E’ indubbiamente lo stesso Lenain che scrisse La Science Cabalistique e [Les] arcanes ou Secrets de la Philosophie Hermétique dévoilés... Revue et corrigé par Lenain. Amiens 1832. (2686. Roma, Biblioteca dell'Accademia dei Lincei. MS. Verginelli-Rota, 35). Non sappiamo come De Nerval abbia potuto stabilire una simile correlazione fra un pagano ed un cultore di esoterismo ebraico-cristiano, per quanto egli scriva che la continuazione di questa “scuola particolare” fosse stato continuata “oscuramente” dal Lenain. Certo è che il Lenain aveva letto La Thréicie, poiché la cita in più punti del suo libro sulla scienza cabalistica (del resto questa nostra traduzione è stata condotta sulla copia dell’originale che fu di proprietà dello stesso Lenain, ora in possesso dell’editore Phoenix di Genova), e nomina Quintus Aucler “per servirmi come riferimento autorevole al mio sistema” (p.109). Ecco che per bocca dello stesso Lenain, si ammette che il sistema ebraico e cabbalistico da lui presentato al pubblico francese fonda la sua autorevolezza in un autore dichiaratamente pagano…. Questa incongruenza, che si spiega solo ammettendo il ruolo del Martinismo, è presente anche in de Guaita che ammira Aucler dichiarando (lettera 45 a Péladan): “la Kabbala ebraica – shemitica se preferisci, anche se il termine è improprio – contiene la verità assoluta in forma definita. Le altre iniziazioni sono delle correnti meno pure derivate dalla stessa origine”.

9 Le conclusioni di Gerard de Nerval sono prosaiche: “Quanto allo stesso ierofante, egli non ha pubblicato che quell’unico libro intitolato La Threicia, dall’epiteto dato da Virgilio a Orfeo: vate threicio. E’ infatti la dottrina dei Misteri di Tracia che Aucler propone agli iniziati. Questo teosofo era nato ad Argenton (Indre); morì a Bourges nel 1814, pentendosi dei suoi errori, se dobbiamo prestar fede ai versi assai modesti di un opuscolo intitolato l’Ascendente della religione, o racconto dei delitti e degli eccessi di un grande peccatore, che pubblicò nel 1813. Terminò così la vita dell’ultimo pagano, abiurando i suoi Dei, quegli stessi che, senza dubbio, gli avevano negato sul letto di morte le consolazioni tanto attese. Il Nazareno trionfò ancora una volta sui nemici resuscitati dopo tredici secoli. La Threicia fu una curiosa appendice al Misopogone dell’imperatore Giuliano”. Noi vorremmo aggiungere, invece:…Degli errori e delle verità di Louis-Claude de Saint-Martin!

10 L’Autore si riferisce all’Astrologia

11 l’Autore allude probabilmente al Diluvio Universale

12 L’autore fu Louis-Claude de Saint-Martin che lo pubblico nel 1775 con lo pseudonimo di Filosofo Incognito. Seguace del fondatore del Martinismo, Martinez de Pasqually, fu il contemporaneo di Aucler che dette nuovo impulso alle dottrine del Maestro e anche all’Ordine degli Eletti Cohen. Ciò spiega tutto il cripto-cristianesimo di Aucler! Altro che trasmissione pagana, altro che threicia e dottrine orfiche, come si vedrà leggendo il libro! Gabriel André Aucler era semplicemente e puramente un estimatore del massone martinista e giudaizzante L.-C.- de Saint-Martin.

13 contrapposta all’Unità

14 l’autore si riferisce evidentemente alle filosofie illuministiche del suo tempo

15 Questo è il passo nei quali Aucler designa il culto che espone come religione universale - in un altro aggiunge naturale – e con cui abbiamo sottotitolato la Threicia

16 L’autore qui prospetta la necessità dell’ insegnamento esoterico

17 Si evidenzia quindi come gli antichi poeti e filosofi fossero anche i detentori del sapere esoterico. Ciò è in sintonia con la dottrina orfica o threicia

18 Indigeti è termine latino che designa una qualità originaria, legata a una stirpe e a una tradizione

19 Fra gli studiosi c’è la tendenza a riconoscere in questi resoconti “favolosi” il ricordo della vita nell’era paleolitica

20 In realtà è proprio l’oscillazione della rotazione dell’asse terrestre su se stesso che ha determinato e determinerà le gigantesche mutazioni climatiche della terra

21 ricordiamo che Bibbia è parola greca che significa i libri. Aucler scrive in francese sempre, letteralmente, i libri degli Ebrei

22 E’ quella che Aucler chiama la religione universale naturale

23 Questa affermazione precorre e sintetizza l’importante libro di R. Guénon Il Simbolismo della Croce

24 l’Autore si rivolge a lettori francesi ovviamente

25 l’Autore si riferisce al mito mesopotamico della nascita di Venere. Igino, Favole, 197

26 in nota Aucler scrive che “David è lo stesso nome di Adid o Adad o Adod, quello stesso che Sanconiatone chiama Adados basileos theon. I Fenici raffiguravano il re degli Dei Adad con dei raggi che scendevano verso il basso; quelli invece di Atargatis sua sposa salivano verso l’alto.” Non sappiamo dove Aucler abbia trovato il nome pagano di Libero, poiché nel salmo 88 non risulta.

27 L’Autore preferice questa espressione al termine sacerdote

28 sull’identità di Mosè e sulla questione dell’origine degli Ebrei già Freud scrisse il libro L’uomo Mosè e la religione monoteistica. Recentemente, l’egittologo J. Assmann ha pubblicato Mosè l’egizio, edito in Italia da Adelphi. Si veda in particolare il Cap. 2 per la storia riferita da Manetone

29 Giuseppe Flavio era un prigioniero di guerra ebreo fatto liberto dall’imperatore Domiziano…

30 Qui l’autore è chiaramente succube delle tesi dei primi apologisti cristiani, così come per l’interpretazione che dà del paragrafo seguente

31 E’ stato invece dimostrato a sufficienza che i libri sibillini in questione, fossero prevalentemente di matrice giudaica e con una forte componente messianica antiromana…

32 Aucler si rivolge così ai lettori, in quanto reputa sé e la sua famiglia di stirpe orientale, nel senso da noi spiegato nell’introduzione. Con ditirambo l’autore intende dire salmo…e più avanti con feste intende messe. Ciò è sufficiente per dimostrare la sua tendenza a voler accomunare in una Tradizione unica cristianesimo e paganesimo. Non si capisce comunque quale sia il salmo in questione, probabilmente qui l’autore ha fatto confusione

33 Inseriamo per intero l’ecloga IV delle Bucoliche di Virgilio che Aucler traduce solo in parte e la lasciamo, per la sua bellezza, nel latino originario di Virgilio

34 l’autore in tal modo riconosce al Cristianesimo un’origine misterica

35 ecco un altro brano che prova come Aucler associ paganesimo e cristianesimo in un continuum iedale e temporale

36 Aucler, con queste parole, fa intendere che i Vangeli furono scritti o riscritti dopo questo episodio, come dichiarerà apertamente qualche riga dopo

37 Per quanto ne sappiamo, Aucler è il primo a dare della circoncisione questa interpretazione rituale. L’assenza di prepuzio ostacola fortemente la masturbazione

38 Letteralmente: « dans l’équinoxe à trois heures du soir ».

39 Tra gli Ebrei il nuovo giorno cominciava col tramonto del sole.

40Questa tesi è confortata da una prova dipinta a distanza di più di mille anni e assai retrospettiva. Auger ricorre a qualche puerilità per avvalorare le sue tesi.

41 L’autore usa il termine latino equivalente a quello cristiano di Eucarestia probabilmente allo scopo di mostrare che anche questo rito non aveva nulla di originario, per quanto assai difforme dalla Comunione cristiana.

42 Per comprendere questa espressione, ricordiamo che i Romani, al momento di mangiare, si sdraiavano su dei divanetti…

43 L’autore si riferisce alla strage della notte di San Bartolomeo, col massacro nelle loro case degli Ugonotti, comandato dal cardinale di Richelieu

44 Cioè nel continente americano

45 l’attuale isola di San Domingo

46 Molto argutamente il de Las Casas vuole dire che sarebbe stato sufficiente battezzare quelle “bestie” per farle diventare umane!

47 l’Autore si riferisce alla Rivoluzione Francese che aveva abrogato i privilegi ecclesiastici

48 L’autore si rivolge ai francesi consapevole di avere un’ascendenza diversa, quella del sacerdozio romano dei Nautii

49 Aucler non sapeva ancora che in quello stesso anno in cui aveva dato alle stampe la Threicia (1799), a Rosetta, in Egitto, era stata scoperta una stele trilingue che avrebbe permesso, di lì ad alcuni anni, di decifrare la scrittura geroglifica. La notizia venne data in Francia il 15 settembre; con il che possiamo anche stabilire con buona approsimazione il mese ante quem venne pubblicata la Threicia

50 Si tratta di una cognizione metafisica di grande valore che sarà ripresa, circa cento anni dopo, negli scritti di Renè Guénon.

51 In realtà Giovenale si appoggiava probabilmente ad Erodoto che ne parla. La zoolatria a livello popolare era tutt’altro che infondata ed aveva peraltro un suo fondamento dottrinale: vedi l’introduzione di G. Kolpaktchy a Il Libro dei Morti degli Antichi Egiziani. Milano, Ceschina 1956

52 Leggendario capo di una setta islamica, quella dei Mangiatori di Haschisch o Assassini

53 Probabile allusione ai tentativi di evangelizzazione in Cina e Giappo ne

54 l’autore si riferisce alle persecuzioni ordinate dagli imperatori

55 L’autore riferisce nel brano che noi non traduciamo, per non tediare il lettore con citazioni obsolete, l’episodio dello stupro di Paolina da parte di Mundo travestito da dio Anubis, riferito da Giuseppe Flavio. Aucler, nel suo commento, ammette la possibilità che una divinità possa desiderare sessualmente una bella donna, sia nel paganesimo che nel cristianesimo

56 l’episodio avvenne in occasione della Pasqua ebraica, cioè con la prima lunazione di Primavera

57 Il riferimento è ai filosofi illuministi suoi contemporanei

58 Piccola contraddizione dell’autore che in precedenza aveva parlato male degli Apostoli

59 Lasciamo il testo dei versi in francese per non alterarne lo spirito

60 una rara immagine di Mussolini in visita all’Ara Pacis, l’altare che celebra la pax romana e che Aucler più volte in quest’opera definisce “ara maxima et maxima semper”. Pare che Mussolini avesse avuto in animo di fare del monumento il proprio mausoleo funebre

61 l’inizio di questa seconda parte è significativamente in relazione con la prima: la dottrina astrale e pitagorica quale fondamento della religione classica di Roma

62 le prerogative di Protirea sono simili a quelle del Protògono degli stessi Inni, il quale è certamente più consono all’enunciato dottrinale più sopra esposto: “ Protògono il grande invoco, di duplice natura, che si aggira pel cielo/ generato da un uovo, fornito d’ali d’oro/ muggente come toro,/ dei beati origine e degli uomini mortali/ seme memorabile e onorato, o Erichepeo,/ indicibile, ascoso, impetuoso, splendido germe:/ tu dissipasti le tenebre oscure/ battendo l’ali d’intorno e nel mondo/ emanasti una splendida luce pura, e perciò te Fanes io chiamo/ e Priapo signore ed Antauge dall’occhio vivace./ O beato, o saggio, o fecondo, vieni con animo lieto,/ ai sacri ministri, al molteplice mistico rito (Inno Orfico a Protògono; tr. di G. Faggin).

63 l’autore ha inteso affermare la dottrina dell’esistenza delle divinità intermedie ma soprattutto la possibilità, negata dalla chiesa, di una riappropriazione ontologica del divino da parte dell’uomo

64 espressioni ironiche e sarcastiche, naturalmente…

65 Aucler, quindi, rimanda il lettore alla lettura completa degli Inni Orfici

66 si veda l’Inno Orfico XXV

67 Tra Libia e Tunisia c’è una zona salmastra e acquitrinosa chiamata dagli antichi palude Meotide, l’unica zona acquea in tutto quel deserto. L’Arabia petrea era la regione desertica prospiciente la Palestina

68 l’autore si riferisce al tiranno siciliano Procuste e al suo famoso “letto”

69 Si allude a Filippo il Macedone, padre di Alessandro Magno

70 due accusatori di Socrate

71 già l’imperatore Giuliano aveva rilevato questa incongruenza proibendo, con un apposito decreto, l’insegnamento nelle scuole ai professori cristiani

72 popolazioni indigene rispettivamente dei Caraibi e del Nord America…

73 Aucler enumera i 12 segni dello Zodiaco ma il Cancro, curiosamente, lo chiama Gambero (addirittura ecrevisse che è il gambero di fiume; quello di mare è homard).

74 Si tratta di un mese lunare, in quanto comincia con il primo giorno di luna crescente e termina con l’ultimo di luna calante. I mesi del nostro calendario non seguono questa regola e sono oggi sfasati rispetto ai segni dello zodiaco

75 Curiosamente Aucler non continua nella sua spiegazione, omettendo di parlare dei restanti quattro segni zodiacali. Questa spiegazione, del resto, è stata molto approssimativa.

76 domanda oggi scontata ma che al tempo di Aucler non lo era affatto

77 allusione agli Incas sterminati dai conquistadores spagnoli

78 tempio che diventerà la famosa Cattedrale di Chartres

79 le nozioni orientalistiche di Aucler risentono, comprensibilmente, delle approssimazioni della sua epoca

80 grosso vaso di argilla usato nelle processioni

81 a causa della rarità dei segni inviati da Dio

82 ricordiamo che Aucler scrive sempre letteralmente les nations, le nazioni, per dire appunto “i popoli pagani”, volendo riprendere l’espressione biblica latina gentiles e quella greca ethnikoi.

83 Questo paragrafo è uno dei pochissimi che abbiamo dovuto ricostruire arbitrariamente, poiché del tutto sconnesso, così come ricordava Stanislas de Guaita scrivendo della Thréicie

84 gioco di parole di Aucler dovuto alla somiglianza di threicia, dottrina orfica, con threskeia, superstizione pagana nel senso datogli da san Paolo ma che nel greco classico significava semplicemente culto reso agli Dei

85 Aucler confonde nel caso di Saturno la successione astronomica dei pianeti con quella esoterica che vede, effettivamente, Saturno più vicino al Sole rispetto a Marte

86 Sembra che il giudizio di Aucler su Gesù sia piuttosto tentennante…

87 non ci sembra troppo azzardato ipotizzare che questa preservazione, per Aucler, sia consistita nel farli traghettare nel Mistero della Messa, considerata tutta la sua devozione per la Confarreazione o Comunione cattolica!

88 sembra che l’autore voglia intendere – certo, nascostamente – che lo sconquasso prodotto dalla Rivoluzione Francese, per la quale Aucler non ha mai speso una sola parola di sostegno, ha determinato la caduta della concezione tradizionale della vita, anche se sotto forma cristiana, e che quindi la riproposizione della visione misterica è una nuova facciata, atta a riproporre quella antica desueta concezione tradizionale. Se la nostra ipotesi è vera si dimostrerebbe che Aucler è certamente un “mezzo pagano” se non addirittura un “cripto-cattolico”

89 a questa affermazione specifica pare che si riferisca Jean Reyor nella frase da noi posta in apertura di questo libro. Il paese è dunque Argenton-sur-Creuse, nel Berry, attualmente con 5000 abitanti, definito da Antoine de Saint-Exupéry un adorabile piccolo paesino. Tuttavia, rileggendo la nota n°11, tutta la poesia crolla miseramente assieme alla superficialità del cattolico Reyor…



90 da quest’accorato appello dell’autore sembra di capire che l’esatta percezione della realtà umana è qualcosa di troppo forte per venire sopportata dall’uomo comune, il quale ha bisogno del velo protettivo di una tradizione religiosa la quale, attraverso i suoi Misteri, è in grado di impedire lo scatenamento degli istinti più egoistici, determinati anche, appunto, dalla percezione della vera essenza della realtà

91 In queste parole si potrebbero scorgere delle velate allusioni all’arcano della pratica rigenerativa che non è, come sembrerebbe, di carattere morale

92 gli editori greci successivi a Erodoto divisero la sua opera in capitoli cui dettero i nomi delle Muse

93 Questa ci sembra una velata allusione all’esoterismo e all’exoterismo che debbono permeare, nell’ottica dell’autore, una società tradizionale

94 Vernale cioè di primavera (ndt).

95 Forse sbagliamo, ma questa osservazione di Aucler, fatta con vera ispirazione sacerdotale, rimette nel giusto ambito di considerazioni il discorso dell’Anno Sacro, sottraendolo alle pretese dell’astronomia volgare e delle necessità sociali!

96 L’elenco delle ricorrenze elencate da Aucler è assolutamente sommario e ne tralascia moltissime

97 Questi sembrano essere versi di Aucler stesso, un breve ma vero Inno a Venere

98 Il concetto di impurità, pur tradizionale nel mondo antico, ha nell’orfismo cui si richiama Aucler una rilevanza speciale

99 Il fiore ha una caratteristica macchia nera sui petali la cui forma, però, ricorda anche quella della vesica piscis

100 l’autore si riferisce alla cosiddetta somma “teosofica”: 9x9=81, cioè 8+1=9

101 L’autore si riferisce evidentemente alla Marsiglia di epoca greca

102 Cioè nutrienti, accrescitive e corroboranti

103 fico selvatico

104 Simbolismo legato alla generazione. Il pozzo e la fonte hanno un evidente simbolismo sessuale

105 strana denominazione per designare l’equinozio di autunno. Da questo paragrafo in avanti Aucler fa un’incredibile confusione nell’elencare le ricorrenze calendariali

106 Aucler si richiama all’idea del magnetismo terrestre che nella sua ottica tutta spiritualistica assume una connotazione negativa. In altre tradizioni pagane il magnetismo tellurico è stato invece considerato con un’attenzione molto superiore di quello celeste

107 Luciano, autore greco noto per la sua vena satirica e dissacrante

108 regione collinare al confine tra Francia e Belgio

109 Cioè con l’unghia fessa

110 sembra quindi che Aucler fosse dotato del potere della visione trascendentale

111 « et du dépôt » nel testo francese

112 L’autore si riferisce all’episodio mitico della Gigantomachia

113 Aucler scrive “Ecrevisse”, gambero di fiume…

114 Si distingueva tra una Venere Celeste o Urania, ed una Terrestre o Pandemia

115 ecco un’ulteriore prova di dove Aucler vada a trarre legittimità dottrinale…

116 L’autore si riferisce all’insegnamento di Gesù

117 Piccolo vassoio rituale dell’antico culto pagano

118 Altra allusione alle usanze cristiane. Da notare che il cristianesimo viene definito “errore”.

119 Personaggi ricchissimi dell’Antichità

120 Non si può fare a meno di notare la premura di Aucler nel riferire questa informazione…

121 L’autore scrive letteralmente “di fronte agli Dei visibili”

122 il ferctum o fertum era anche una focaccia sacra in uso nei sacrifici, rotonda con una croce inscritta

123 Con questa strana frase Aucler forse allude al fatto che la religione che lui intende trasmettere è la stessa che in un passo della Genesi viene attribuita a i Giganti e agli Eroi, cioè a coloro che nacquero dall’unione delle donne con gli Angeli decaduti.

124 La Dea Verità, contrapposta all’errore, è la religione pagana di cui Aucler con audacia auspica il pubblico ritorno

125 Qui e di seguito Aucler condanna la Resurrezione dei Morti come fatto “metafisico” unico e irripetibile, riconducendola nell’ambito delle dottrine misteriche rigenerative (ndt)

126 Tribunale dell’antica Atene

127 Protagonista dell’Asino d’Oro di Apuleio

128 La dottrina di Aucler si fonda proprio sul concetto-base dell’Orfismo: il mondo considerato come impurità e obnubilamento dell’anima (ndt)

129 Sembra di capire che l’autore, che ha della famiglia una concezione totalmente ideologica, si rivolga alla donna e la voglia ammonire delle conseguenze che la generazione di un figlio illegittimo avrebbe per la “destinazione” di tale famiglia (ndt)

130 cioè l’adulterio

131 Erostrato, l’uomo che nel 356 a.C. distrusse il tempio di Artemide ad Efeso, una delle 7 meraviglie del mondo, allo scopo di essere ricordato dalla storia

132 A quel tempi il Quirinale era fuori della cinta muraria

133 I Bardi erano cantori ispirati e itineranti, tipici del mondo celtico e alto-medievale

134 Cioè tra i Maya e gli Aztechi

135 Aucler fu profeta per molti anni a venire!

136 Cioè l’ebraismo e il cristianismo

137 Cioè nel continente Americano. Che questa verità venisse scritta circa nel 1799 è davvero stupefacente!

138 L’autore ha adoperato qui un enigma di carattere pitagorico, iniziatico


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